martedì 5 giugno 2018

Pollice opponibile

Sono seduta in sala d'attesa.
Le pareti azzurre, il pavimento blu, le luci fredde, necessarie in questo piano interrato, mi fanno sentire in uno strano acquario di plastica.
Fluttuo verso il distributore di schifezze nell'angolo e prendo una coca, dovrebbe aiutarmi a tenere sotto controllo la nausea.
Non ti vedo da quando sei salito sull'ambulanza, ma non sono preoccupata per te, eri vigile e reattivo.
Mi preoccupa la tua mano, il tuo dito.
Distrattamente stringo e rilascio la lattina.
Sono gesti così banali, automatici, li facciamo migliaia di volta la giorno.
Ti rivedo.
Urli di là dal vetro della porta, hai sangue dappertutto e con una mano stringi forte l'altra, sei bianchissimo.
E poi ti accasci.
Il mio cervello razionale ci mette un po' a capire, ma l'amigdala ha già trovato le chiavi e sta chiamando il 118.
Ti hanno portato al pronto soccorso di Careggi, in codice rosso, tu dentro ed io fuori.
Nell'edificio di fronte, mi hanno detto, c'è chirurgia della mano: "sono giovani, signora, bravissimi, noi si "comprano" da tutta Italia. Come i calciatori", scherza l'infermiere a cui chiedo notizie.
Sfortuna che io sono cresciuta sentendo parlare di ossa rotte e tendini andati in fuori gioco, saranno anche bravissimi, ma ridurre e ricucire, non sempre vuol dire restituire funzionalità
Aspettiamo-

venerdì 20 aprile 2018

Bagni pubblici. Breve compendio

Al Nuovo Palazzo di Giustizia ci sono moltissimi bagni; una profusione.
Immagino li abbiano fatti spinti dai sensi di colpa per la situazione precedente.
Sia chiaro, rimpiangerò sempre la decina di sedi sparse per il centro storico, ma onestà intellettuale costringe ad ammettere che, allora, i bagni potevano essere divisi in sole due categorie: "non pervenuti" ed "era meglio se non erano pervenuti".
Adesso non solo ci sono, ma è anche impossibile perderseli.
Infatti, mentre le cancellerie e le aule sono indicate da discrete targhette poste al lato delle porte, i cartelli dei servizi svettano in perpendicolare dalle pareti, sia mai uno non capisca dove è diretto il tipo che lo precede a passo svelto su per il corridoio.
Tutti i bagni sono identici, dalla disposizione dei servizi, ai dispenser del sapone, dai malefici soffiatori per le mani, ai salvifici ganci per giacche e borse
Eppure
Eppure c'è un abisso che li divide.
E l'abisso siamo noi.
Uscite distrutte da un'udienza pubblica in corte d'appello, sono le due del pomeriggio e la natura chiama implacabile?
Non troverete ad attendervi candele profumate, carta a fiorellini in pendant con le piastrelle e soffici asciugamani di lino, ma potete stare certe che il servizio sarà pulito e fornito del necessario.
Avete avuto una mediazione obbligatoria, siete all'undicesimo piano, sono le 16,00 e dovete trovare una scusa per non scendere con controparte?
Siccome è noto che le donne sono tipi emotivi e l'emozione stimola la vescica, potete approfittare ed andare ad ammirare i quadri che le impiegate hanno appeso nell'antibagno.
Sono le dieci e aspettate il vostro turno dal Giudice di Pace?
Tenetela
O preparatevi alle salviette per terra ed al sapone sul lavandino.
Si sa infatti che non si può raccogliere niente sia caduto in un bagno pubblico, neanche un brillante, pena infezioni gravissime.
Siete in attesa di un'udienza per un'esecuzione presso terzi?
La fanno giù, alle aule penali?
Prima di entrare, fate conto di essere in Cappadocia, d'estate, su una statale, i bagni sono scavati nel tufo.
L'odore è quello, ma lì si usano le turche e voi non siete così fortunate.
Dice: è l'utenza.
I bagni maggiormente utilizzati dalle persone che non frequentano abitualmente aule di giustizia, sono più difficili da mantenere puliti a causa del tipo di soggetti, del loro stato emotivo, della situazione in cui si trovano, della maleducazione.
Sarà.
Personalmente, sono sicura che testimoniare in un processo penale, possa funzionare come una dose di dolce euchessina, ma non sono affatto convinta che impedisca il corretto uso dello sciacquone.
E comunque, promuoverei una petizione per obbligare le donne che pisciano in piedi ad andare nel bagno degli uomini.

mercoledì 11 aprile 2018

La sposa cadavere

"No bianco, no pizzo, no fantasie, no colori pastello, no scolli esagerati, no corto, no tute."
La cugina del mio cuore si sposa.
Questa volta davvero.
E quello sopra è il messaggio con cui sonda la mia disponibilità ad accompagnarla nella scelta dell'abito.
"No nero. no viola."
E' stata la mia risposta.
Non sia mai detto che non la conosco
Infatti la sfortunata ha fatto seguire una lunga discuisizione sulle nozze a tema ed a tema gotico, in particolare.
D'estate, in Toscana, con tutti i parenti e magari con fischio d'inizio a mezzogiorno?
Fantastico.
Io mi metto da una parte e rido da ora a un mese dopo la cerimonia
Insomma.
Alla fine l'aiuterò, perchè le voglio un gran bene, perchè non c'è niente che mi faccia più piacere e perchè non la lascerei per tutto l'oro del mondo fronteggiare da sola mia madre e sua suocera.
E poi, eravamo d'accordo che se mai si fosse sposata, avrei avuto diritto alla coda o alla veletta.
Quando mi ricapita di metterla in imbarazzo così?

lunedì 9 aprile 2018

Viaggi di strade e viaggi di sogni

Attila ieri, per un minuscolo mini concorso letterario cui la scuola partecipa, doveva commentare una frase che suona più o meno così: "perchè chi si ferma ha più vita, ma chi viaggia ha più strada".
Le implicazioni e le interpretazioni sono numerosissime e, come spesso capita, ognuno ci può vedere un po' ciò che vuole; mentre il senso del "più strada" infatti è chiaro, il "più vita" è decisamente un'espressione aperta a giudizi di opposto valore.
Tra poco partiremo per qualche giorno.
 Non è un gran viaggio
Ciononostante per me è epocale.
Nel mondo ci sono infiniti posti che visiterei.
Come tutti credo, a richiesta, potrei fare una classifica, ma varrebbe solo come ordine di preferenza poichè, sebbene alcuni paesi mi attraggano più di altri, credo che avendone la possibilità non ne lascerei fuori nessuno.
Sono viaggi di strada, suggeriti dalla curiosità; conta l'impulso a partire, l'occasione propizia e la voglia di scoprire.
Non c'è un grande investimento emotivo dietro
Poi ci sono alcuni paesi, più spesso alcuni pezzi di alcuni paesi: una regione, una città
E quelli sono viaggi di sogno
Escono, spesso, da pagine di libri, ma può anche essere un'altra la spinta.
Per anni ho sognato l'Australia solo perchè una volta, sarà stato il 1982, mio padre aveva ricevuto un'impressionante offerta di lavoro.
La sera a cena i miei ne parlarono ridendo, lui era tentato da quelle condizioni faraoniche, lei non era affatto tentata dall'idea di vivere a 24 ore da tutto ciò che le era caro.
Finì lì.
Ma io mi sono a lungo immaginata in un posto senza (un apprezzabile) passato e con molto futuro
Dall'infanzia sogno l'Egitto.
Potrei fare la guida turistica ad Abu Simbel e spiegare, tra le altre cose, tutto sullo spostamento che ha permesso comunque di non perdere la magia del sole che penetra nel sanctum due volte l'anno
E San Pietroburgo? la Neva di Tolstoj e Dostoevskij?
E l'Iran?
E la Cina? Sarebbe meraviglioso vedere l'esercito di terracotta a casa sua, la città proibita, la muraglia.
Ecco.
Questi posti non sono posti e non sono luoghi sconosciuti, fanno parte di me
Non sono però, ne sono consapevole, luoghi fisici
Ed è per questo che la decisione di visitare davvero uno di essi è, ogni volta, epocale.
Fa paura.
Ma non si può rinunciare ai sogni

mercoledì 21 marzo 2018

Prometti che non muore più nessuno

E' tardi, ho sonno, mal di pancia e voglio andare nel mio letto a fare due chiacchiere con mio marito.
Sono qui invece, mezza seduta mezza sdraiata sul tuo lettino, Harry Potter aperto sulla pancia e la gatta che mi guarda male perchè, evidentemente, le sto rubando spazio.
Ha ragione, lei ha il compito di vigilare sui tuoi sogni belli e non può farlo se non si acciambella ai tuoi piedi.
A volte però non è nel sonno che si manifestano le nostre più grandi paure.
Infatti hai gli occhi aperti, spalancati, lasciano uscire grandi lacrimoni.
Volevi andare a dire ciao al nonno, ma pioveva così forte che non ci siamo fermati e poi, la nonna, tende sempre a dirti di non pensarci, di giocare e divertirti.
E' brava la nonna, ma a volte le sue risposte sono un po' così, non devi prendertela, per lei l'unica è andare avanti e se piange, quando piange, non te lo dice e non te lo fa vedere.
Ti vorrebbe, ci vorrebbe, sempre felici.
Io no.
Mi va bene se sei triste e piangi
In questi giorni poi, sarebbe strano il contrario.
E' quasi un mese che è morta l'altra nonna.
Passare da quattro a due in così poco tempo, è una di quelle sottrazioni che ti scavano dentro.
Mentre ti abbraccio e ti cullo, alzi gli occhi e mi fai: "prometti che non muore più nessuno. Mai"
Penso agli ottant'anni suonati di uno, alla gatta che è vecchia, ai vicini degli zii, all'aereo che prenderemo, a treni, auto, stazioni, alla mamma di S che ha iniziato la chemio, alle mille e mille incognite della vita, al fatto che c'è un limite alle bugie che si possono dire.
Ti sorrido, ti stringo e con la voce più ferma che ho, affermo "mai".
Cazzara

giovedì 8 marzo 2018

Il lavoro più bello del mondo

Il mio lavoro mi piace.
A volte lo odio, ma mi piace.
Mi piace, soprattutto, perchè fatto come lo faccio io, da artigiana, ti consente di imparare continuamente qualcosa.
Qualcosa di diritto, come è logico, perchè ogni fatto ha bisogno di un approfondimento in più, di una sua interpretazione delle norme e di un'indagine sulla giurisprudenza.
Qualcosa sulle persone, perchè non puoi prescindere dalla gente, siano clienti, colleghi o magistrati, sono comunque esseri umani con idee, opinioni, reazioni. Quasi tutti almeno.
Qualcosa, però, ed è la cosa che più soddisfa la mia curiosità, sul mondo.
Contesti/ti contestano vizi di costruzione di un edificio? Avrai una perizia da esaminare piena di calcoli statici e astrusi riferimenti a scienza delle costruzioni.
Devi occuparti di un risarcimento da lesioni? Giù patologie per tutti i gusti.
Hai una cliente che compra arte moderna e poi ritiene di contestare il prezzo? Ti tocca farti un idea di nomi, produzioni e quotazioni.
Ti ritrovi davanti due che si accapigliano sulla circoncisione del figlio? Imparerai qualcosa su tradizioni culturali di altri paesi
Quello che preferisco del mio lavoro, però, inutile negarlo è altro.
Vincere.

mercoledì 28 febbraio 2018

Vegano dammi la mano

Per tristissime ragioni familiari, nei giorni scorsi, i miei cognati sono stati con noi.
I cognati sono, chi più, chi meno, vegani.
Gli unni sono fermi al paleolitico, non che si possa dire che non mangino verdure, ma di certo se lasciati liberi a loro stessi non avrebbero dubbi su quale parte scegliere nella dicotomia cacciatore - raccoglitore.
Il livello emotivo dei maschi di casa può essere molto basso e questo, va detto, senza distinzione per età, grado di istruzione o esperienza di vita e quindi abbiamo assistito a sorridenti accuse di neanderthalesimo aggravato (lo zio ai suoi nipoti) e ad invocazioni a Goldrake (i nipoti allo zio).
Non c'è che dire, si amano alla follia e, nonostante distanza e tempi molto limitati, si capiscono alla perfezione.
Lui cercava di convincerli che la ciccia è immorale, loro che solo un pazzo rinuncerebbe al prosciutto ed al parmigiano.
Lui asseriva che possiamo benissimo vivere senza nutrirci di carcasse animali, loro che il leone continuerebbe a mangiare la gazzella anche se loro rinunciassero alla bistecca.
Lui raccontava di amici che hanno figli vegani e loro lo rimbeccavano facendo presente che, i poveretti non hanno mai conosciuto altro.
Il tutto naturalmente davanti a farinata (polenta) di cavolo nero e zucca gratinata, chè il rispetto è rispetto, anche quando non sembra.
L'argomento conclusivo lo ha segnato Totila il quale, appreso che per andare a frequentare da loro due settimane di centro estivo, si sarebbe dovuto adeguare, ha scrollato le spalle e osservato che, insomma, un mcdonald's da qualche parte lo avrebbe pure trovato.
Punto, set e partita
Cuore di zia non ha retto.
Non c'è che da sperare in una maggiore consapevolezza, con la maturità.