Interno sera.
Una serie di poltroncine sono arrangiate al centro di una sala ed ospitano un bel gruppetto di persone.
Da un lato, un grande pannello riproduce il manifesto di un evento culturale e fa da sfondo alla sua presentazione ed ai rituali ringraziamenti
Dai tagli del controsoffitto scende un'illuminazione attentamente angolata, evidenzia la collezione di litografie alle pareti ed invita alla distrazione.
Totila siede accanto a me, le scarpe rosse ed i ricci pazzi.
E' eccitato, così eccitato che posso sentire la sua energia anche se non ci sforiamo.
Prima che ci sedessimo mi ha chiesto, in un sussurro, se questo posto è come il MoMa, chè ha visto roba tipo quella.
Ho confermato che è una galleria di arte moderna.
La notizia deve avergli fatto un certo effetto visto che, da allora, si è messo composto e immobile.
Dopo l'ultimo, educato applauso, ci invitano a passare in un altra sala per un piccolo aperitivo prima della proiezione.
Siamo qui per quello, per far vedere agli unni un bellissimo documentario della zia: Womanity e per riabbracciarla stretta
Intanto però ci aspetta il bonus.
Totila è di gran lunga il più piccolo.
Fuori posto.
Circondato da adulti che si muovono in un contesto da adulti, fanno discorsi da adulti e lo guardano con lo stesso stupore sorridente che gli riserverebbero se fosse un barboncino in una borsetta.
Attila, come spesso accade di questi tempi, è imbarazzato, secondo lui dovevamo lasciare suo fratello a casa o al limite, se proprio dovevamo, portarlo soltanto al cinema dove andremo tra poco.
Forse teme il danno, ma non ce n'è ragione.
Totila ci sembra nato dentro, gira tra i tavoli, porge il suo piatto e si lascia servire, ringrazia, sorride, si scusa con un paio di fameliche signore per essersi trattenuto troppo davanti al buffet.
Lo lascio fare, controllo discretamente da distanza di sicurezza e mi avvicino solo quando lo vedo in difficoltà.
Come ora.
Ha trovato un punto di appoggio, lo sguardo passa dalle pizzette nel piatto alla forchetta stretta in mano, tituba.
Mi avvicino
Mi vede e in un sussurro mi chiede se può usare le mani.
Certo, rispondo, le pizzette si mangiano con le mani
Sospira di sollievo
"Non volevo apparire rude"
giovedì 18 aprile 2019
lunedì 8 aprile 2019
Riflessioni a margine di 15 minuti ai giardinetti
Sei ai giardinetti.
Sei passata a prendere Totila e, da quando è arrivata la primavera, questo significa una cosa sola, che devi aggiustarti bene sulle spalle la corazza da guastafeste, adottare il piglio da perfido barbaro razziatore e fare un'azione lampo.
La tattica è semplice, ma rischiosa: arrivare, chiacchierare con la tua mamma fitto fitto 10 minuti senza guardarti intorno, renderti nota al pargolo e senza soluzione di continuità, ignorando le sue proteste, portarlo via.
Non ci riesci, anzi, perdi brutalmente, respinta su tutta la linea, non da un esercito perfettamente schierato ed invalicabile, ma dal brutale placcaggio delle mamme a cui i giardinetti piacciono.
Ci passano i pomeriggi
Ogni tanto tua madre sospira e si spiace per te, che non hai mai tempo di passare un pomeriggio così rilassante a guardare ragazzini che giocano e si divertono (loro) ed ascoltare chiacchiere educate, velate lamentele, qualche pettegolezzo.
Ogni tanto tu, ti domandi se quella donna ti conosca davvero, ma tant'è.
Forse non si ricorda che ti passava alle tue molte nonne attraverso i fili per i panni, giù dalla terrazza, e scendeva solo se costretta.
Il coro, oggi, si duole dei compiti a casa.
Argomento un po' stantio a dire il vero.
Si vede che non c'è di meglio.
O che del meglio non vogliono dirti.
L'argomento principe è sempre lo stesso: durante la settimana è troppo oneroso dovere ripassare una paginetta di storia/geografia/scienze già studiata in classe, perchè dopo scuola ci sono altri impegni. Nei fine settimana poi, noi (inteso come genitori) abbiamo diritto a rilassarci.
Una, la cui figlia di 9 anni ha tre allenamenti la settimana e le gare nel weekend, una lezione di pianoforte, una di inglese, catechismo e un paio d'ore di equitazione, ti guarda seria e dice che la bimba la sera, è stravolta.
Tu, in effetti, non reggeresti.
Hai imparato, però, non fai nessuna osservazione sulle scelte di genitore.
Nessun giudizio
Non sono fatti tuoi
Quindi, con il tuo più bel sorriso, le dici che non è necessario avere voti alti a scuola, ci sono persone di grandissima caratura che erano studenti nella media.
Ti guarda malissimo, ma tace.
Poco più in là i ragazzi giocano, Totila fa lo scemo in cima all'arrampicatoio e ride a crepapelle.
Pensi alla fatica che stai facendo per fargli superare i suoi scogli, al blocco emotivo che gli impediva di apprendere e rendere in matematica, alle serate a ripetere tabelline come un mantra, allo scoramento ed alla tua paura.
E pensi, ancora una volta, che senza impegno, non c'è risultato.
Spianategliela voi la strada.
I miei bambini è bene che si abituino alla salita
Sei passata a prendere Totila e, da quando è arrivata la primavera, questo significa una cosa sola, che devi aggiustarti bene sulle spalle la corazza da guastafeste, adottare il piglio da perfido barbaro razziatore e fare un'azione lampo.
La tattica è semplice, ma rischiosa: arrivare, chiacchierare con la tua mamma fitto fitto 10 minuti senza guardarti intorno, renderti nota al pargolo e senza soluzione di continuità, ignorando le sue proteste, portarlo via.
Non ci riesci, anzi, perdi brutalmente, respinta su tutta la linea, non da un esercito perfettamente schierato ed invalicabile, ma dal brutale placcaggio delle mamme a cui i giardinetti piacciono.
Ci passano i pomeriggi
Ogni tanto tua madre sospira e si spiace per te, che non hai mai tempo di passare un pomeriggio così rilassante a guardare ragazzini che giocano e si divertono (loro) ed ascoltare chiacchiere educate, velate lamentele, qualche pettegolezzo.
Ogni tanto tu, ti domandi se quella donna ti conosca davvero, ma tant'è.
Forse non si ricorda che ti passava alle tue molte nonne attraverso i fili per i panni, giù dalla terrazza, e scendeva solo se costretta.
Il coro, oggi, si duole dei compiti a casa.
Argomento un po' stantio a dire il vero.
Si vede che non c'è di meglio.
O che del meglio non vogliono dirti.
L'argomento principe è sempre lo stesso: durante la settimana è troppo oneroso dovere ripassare una paginetta di storia/geografia/scienze già studiata in classe, perchè dopo scuola ci sono altri impegni. Nei fine settimana poi, noi (inteso come genitori) abbiamo diritto a rilassarci.
Una, la cui figlia di 9 anni ha tre allenamenti la settimana e le gare nel weekend, una lezione di pianoforte, una di inglese, catechismo e un paio d'ore di equitazione, ti guarda seria e dice che la bimba la sera, è stravolta.
Tu, in effetti, non reggeresti.
Hai imparato, però, non fai nessuna osservazione sulle scelte di genitore.
Nessun giudizio
Non sono fatti tuoi
Quindi, con il tuo più bel sorriso, le dici che non è necessario avere voti alti a scuola, ci sono persone di grandissima caratura che erano studenti nella media.
Ti guarda malissimo, ma tace.
Poco più in là i ragazzi giocano, Totila fa lo scemo in cima all'arrampicatoio e ride a crepapelle.
Pensi alla fatica che stai facendo per fargli superare i suoi scogli, al blocco emotivo che gli impediva di apprendere e rendere in matematica, alle serate a ripetere tabelline come un mantra, allo scoramento ed alla tua paura.
E pensi, ancora una volta, che senza impegno, non c'è risultato.
Spianategliela voi la strada.
I miei bambini è bene che si abituino alla salita
mercoledì 27 marzo 2019
I gruppi dono, scambio e rivendo sono il male.
Su facebook c'è un settore apposito, si chiama marketplace e ci si trovano annunci e iniziative commerciali.
Per me potrebbe tranquillamente chiudere se non fosse che riunisce anche i gruppi tipo: scambio, dono, rivendo
Ora voi immaginatevi da un lato questi gruppi pieni di gente desiderosa di dare via montagne di roba, dalla bicicletta in titanio alle scarpe da calcetto, solo un po' sfondate, dal frigorifero usato al forno da incasso nuovo ma dalle misure sbagliate. Aggiungeteci i mitici algoritmi che vi frullano i dati e se solo date loro un indizio vi profilano da capo a piedi. Fate l'errore di inserire una ricerca una volta.
E avrete il male
Naturalmente l'iniziativa è lodevole ed io potrei anche sostenere agevolmente che apprezzo l'opportunità di poter, più facilmente, tenere condotte "ecologiste": consumi mirati, prodotti di buona qualità destinati a durare, riuso, riciclo.
Sarebbe anche vero.
Più o meno.
La verità però è che a me quelli di cui sopra propongono solo ed a titolo esemplificativo
- serviti di piatti, bicchieri, posate, classici o moderni (tanto mi piace tutto)
- porcellane di Limonges
- cestini di Capodimonte
- piatti di Vietri (bastano mai?)
- lenzuola di lino, più o meno ricamate
- tovaglie di bisso, ma non solo.
Ultimamente questo:
-servizio di cristallo (dalle linee purissime e modernissime), mai usato, lista di nozze 2016, ritiro con la massima urgenza (chè se no glielo tiro dietro al/alla mio/a ex e non se ne parla più)
- servito Richard Ginori, "Galli rossi", completo, si valutano offerte (da un rene e mezzo fegato in su, immagino)
Per me potrebbe tranquillamente chiudere se non fosse che riunisce anche i gruppi tipo: scambio, dono, rivendo
Ora voi immaginatevi da un lato questi gruppi pieni di gente desiderosa di dare via montagne di roba, dalla bicicletta in titanio alle scarpe da calcetto, solo un po' sfondate, dal frigorifero usato al forno da incasso nuovo ma dalle misure sbagliate. Aggiungeteci i mitici algoritmi che vi frullano i dati e se solo date loro un indizio vi profilano da capo a piedi. Fate l'errore di inserire una ricerca una volta.
E avrete il male
Naturalmente l'iniziativa è lodevole ed io potrei anche sostenere agevolmente che apprezzo l'opportunità di poter, più facilmente, tenere condotte "ecologiste": consumi mirati, prodotti di buona qualità destinati a durare, riuso, riciclo.
Sarebbe anche vero.
Più o meno.
La verità però è che a me quelli di cui sopra propongono solo ed a titolo esemplificativo
- serviti di piatti, bicchieri, posate, classici o moderni (tanto mi piace tutto)
- porcellane di Limonges
- cestini di Capodimonte
- piatti di Vietri (bastano mai?)
- lenzuola di lino, più o meno ricamate
- tovaglie di bisso, ma non solo.
Ultimamente questo:
-servizio di cristallo (dalle linee purissime e modernissime), mai usato, lista di nozze 2016, ritiro con la massima urgenza (chè se no glielo tiro dietro al/alla mio/a ex e non se ne parla più)
- servito Richard Ginori, "Galli rossi", completo, si valutano offerte (da un rene e mezzo fegato in su, immagino)
Resistere è un tormento
Non può durare
I bicchieri vado a vederli. Da qualche parte poi li metterò
mercoledì 20 marzo 2019
Pazienza, comprensione, empatia, esauriti. Ci scusiamo per il disagio. Siamo anche noi in attesa di rifornimenti
Leggi da tempo indiscrezioni giornalistiche sul così detto decreto Pillon.
Non ti piacciono.
Ma questo si poteva intuire.
Pensi però che la stampa italiana non sia proprio un fulgido esempio di approfondimento delle tematiche e quindi, siccome non hai voglia di andarti a cercare un testo che, al momento, non ti risulta nemmeno calendarizzato in commissione, lasci fare.
Poi ti riappare un vecchio cliente, ti dice che il figlio ha finito gli studi, lavora da qualche mese presso un'azienda ed è titolare di un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.
Ti ricordi che la ex moglie aveva chiesto un contributo di mantenimento perchè lavorava part time, per seguire quello che all'epoca era un ragazzino (quando era un ragazzino)
Lui ti fa presente che, per godersi il figlio il più possibile si era trasferito a 100 mt da casa e l'accordo prevedeva già all'epoca il pieno esercizio della sua genitorialità (leggi, il figlio stava col padre quanto con la madre)
Suggerisci quindi di prendere contatti non solo per fare presente che sono venuti meno i presupposti dell'assegno per la prole, ma anche per la signora che ha un ottimo lavoro, in ambito pubblico e quindi può recuperare il tempo pieno quando vuole, se vuole, basta faccia domanda.
Apriti cielo e spalancati terra.
Lui è un mostro, ma essendo uomo, si poteva anche capire, ma tu, tu sei peggio, chè non hai nemmeno quella giustificazione.
Il decreto Pillon, per quel poco che ne sai, continua a non piacerti, nè poco, nè punto, ma certo questi atteggiamenti, non ti aiutano a mantenere dritta la barra.
Più che altro perchè in certe rivendicazioni, la spinta all'uguaglianza ed alla pari dignità, non ce le vedi proprio.
Leggi articoli di giornale di commento a sentenze di condanna a pene detentive non irrisorie (soprattutto perchè rese in abbreviato).
Le sentenze non le leggi, perchè non ne hai voglia, ma così a occhio ti verrebbe da dire che non le hanno lette nemmeno i giornalisti.
Sui commentatori tutti, in ogni luogo ed in ogni lago, dagli intellettuali ai dirimpettai, non c'è nemmeno da porsi il dubbio: chi le avrebbe potute capire, di certo non le ha lette altrimenti avrebbe detto altro, per gli altri, è uguale, il buonsenso ce lo siamo giocato da mo'.
Non ti senti particolarmente comprensiva verso il colpevole che ha commesso reati orrendi, ciononostante non puoi provare che grande disagio nel vedere il contenuto dei commenti.
Sei attonita davanti alle, riportate, dichiarazioni del ministro della giustizia
Ti conforta soltanto la Cassazione, quando c'è.
Ti ritrovi a pensare che, secondo la vulgata comune, evidentemente, non si può indagare l'aspetto psicologico del reo ai fini della pena, se uno ha ucciso, ha ucciso.
Già, però, dipende.
Se un uomo ha ucciso perchè esasperato, sconvolto, psicologicamente prostrato, allora deve prendere l'ergastolo.
Se, per fortuna rarissimamente, lo fa una donna, allora di certo, le attenuanti ci stanno tutte.
Poverina
Anche questa è una bella botta per te, anche questa volta non ti sembra si vada dove vorresti.
Troglodita che non sei altro
Leggi le, ormai stantie, lamentele sulla pretesa strage di donne in atto nel paese.
La notizia non ti piace.
Non c'è nemmeno da dirlo, un morto ammazzato in un anno è già troppo per quel che ti riguarda.
Una donna uccisa da chi sostiene di amarla è più che troppo
Sei fermamente convinta che si potrebbe fare molto di più per tutelare chi rischia, chi è minacciata, chi subisce e, soprattutto, chi trova la forza di denunciare.
Personalmente ti sei trovata, anche più di una volta a fare presente a qualche rappresentante dell'autorità che, forse, era necessario un intervento, o un intervento un po' più deciso di una semplice "reprimenda", perchè, magari non succede nulla, ma se succede, poi è tardi. E si piange
Però, ecco, questa cosa che pare che ogni uomo, cittadino o residente, nel Paese non aspetti altro che un occasione per ammazzare la compagna di una vita (o di una settimana) non si può sentire.
E non aiuta
Basterebbe andare a guardare le statistiche
E le statistiche dell'ISTAT dicono che in Italia nel 2017 sono stati commessi in termini assoluti, 357 omicidi su una popolazione di 60.000.000 abitanti, il che fa del nostro Paese uno di quelli che hanno un tasso di omicidi decisamente basso nella tristissima graduatoria mondiale
Di questi, in 123 casi le vittime erano donne e 234 uomini.
Tra le donne, e questo è il dato che ci dovrebbe fare riflettere 89, sono state assassinate dal partner o da un parente.
Questo è il punto.
Il punto è perchè 89 donne nel 2017 sono state uccise da una persona che avrebbe dovuto amarle e cosa si può fare per impedirlo.
Su cosa si deve lavorare e come.
Prevenire, reprimere, proteggere
Non altro.
Perchè, e mi costa anche solo scriverlo, 89 donne su 60 milioni di persone non sono una mattanza
Perchè se si va a guardare i dati europei (e mi fermo a quelli per pietà verso me stessa), c'è molto di peggio.
Ci sono Paesi insospettabili, fari di civiltà, che fanno molto peggio.
Ci sono Paesi che non raccolgono i dati disaggregati per genere e, quindi magari hanno statistiche basse, perchè per loro fortuna hanno un basso numero di omicidi, ma non sappiamo chi sia ucciso e da chi in relazione al genere.
Quindi, forse, ma come sempre, invece di buttarla in caciara, sarebbe bene studiare bene
E fare, invece di agitarsi
Qualcuno invece dovrebbe provare a non montare sul primo piedistallo che trova, perchè rischia di cascare e poi si guarda il botto
https://www.istat.it/it/violenza-sulle-donne/il-fenomeno/omicidi-di-donne
https://www.europeandatajournalism.eu/ita/Notizie/Data-news/Femminicidio-in-Europa-un-confronto-tra-paesihttps://www.istat.it/it/violenza-sulle-donne/il-fenomeno/omicidi-di-donnehttps://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Crime_statistics
Non ti piacciono.
Ma questo si poteva intuire.
Pensi però che la stampa italiana non sia proprio un fulgido esempio di approfondimento delle tematiche e quindi, siccome non hai voglia di andarti a cercare un testo che, al momento, non ti risulta nemmeno calendarizzato in commissione, lasci fare.
Poi ti riappare un vecchio cliente, ti dice che il figlio ha finito gli studi, lavora da qualche mese presso un'azienda ed è titolare di un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.
Ti ricordi che la ex moglie aveva chiesto un contributo di mantenimento perchè lavorava part time, per seguire quello che all'epoca era un ragazzino (quando era un ragazzino)
Lui ti fa presente che, per godersi il figlio il più possibile si era trasferito a 100 mt da casa e l'accordo prevedeva già all'epoca il pieno esercizio della sua genitorialità (leggi, il figlio stava col padre quanto con la madre)
Suggerisci quindi di prendere contatti non solo per fare presente che sono venuti meno i presupposti dell'assegno per la prole, ma anche per la signora che ha un ottimo lavoro, in ambito pubblico e quindi può recuperare il tempo pieno quando vuole, se vuole, basta faccia domanda.
Apriti cielo e spalancati terra.
Lui è un mostro, ma essendo uomo, si poteva anche capire, ma tu, tu sei peggio, chè non hai nemmeno quella giustificazione.
Il decreto Pillon, per quel poco che ne sai, continua a non piacerti, nè poco, nè punto, ma certo questi atteggiamenti, non ti aiutano a mantenere dritta la barra.
Più che altro perchè in certe rivendicazioni, la spinta all'uguaglianza ed alla pari dignità, non ce le vedi proprio.
Leggi articoli di giornale di commento a sentenze di condanna a pene detentive non irrisorie (soprattutto perchè rese in abbreviato).
Le sentenze non le leggi, perchè non ne hai voglia, ma così a occhio ti verrebbe da dire che non le hanno lette nemmeno i giornalisti.
Sui commentatori tutti, in ogni luogo ed in ogni lago, dagli intellettuali ai dirimpettai, non c'è nemmeno da porsi il dubbio: chi le avrebbe potute capire, di certo non le ha lette altrimenti avrebbe detto altro, per gli altri, è uguale, il buonsenso ce lo siamo giocato da mo'.
Non ti senti particolarmente comprensiva verso il colpevole che ha commesso reati orrendi, ciononostante non puoi provare che grande disagio nel vedere il contenuto dei commenti.
Sei attonita davanti alle, riportate, dichiarazioni del ministro della giustizia
Ti conforta soltanto la Cassazione, quando c'è.
Ti ritrovi a pensare che, secondo la vulgata comune, evidentemente, non si può indagare l'aspetto psicologico del reo ai fini della pena, se uno ha ucciso, ha ucciso.
Già, però, dipende.
Se un uomo ha ucciso perchè esasperato, sconvolto, psicologicamente prostrato, allora deve prendere l'ergastolo.
Se, per fortuna rarissimamente, lo fa una donna, allora di certo, le attenuanti ci stanno tutte.
Poverina
Anche questa è una bella botta per te, anche questa volta non ti sembra si vada dove vorresti.
Troglodita che non sei altro
Leggi le, ormai stantie, lamentele sulla pretesa strage di donne in atto nel paese.
La notizia non ti piace.
Non c'è nemmeno da dirlo, un morto ammazzato in un anno è già troppo per quel che ti riguarda.
Una donna uccisa da chi sostiene di amarla è più che troppo
Sei fermamente convinta che si potrebbe fare molto di più per tutelare chi rischia, chi è minacciata, chi subisce e, soprattutto, chi trova la forza di denunciare.
Personalmente ti sei trovata, anche più di una volta a fare presente a qualche rappresentante dell'autorità che, forse, era necessario un intervento, o un intervento un po' più deciso di una semplice "reprimenda", perchè, magari non succede nulla, ma se succede, poi è tardi. E si piange
Però, ecco, questa cosa che pare che ogni uomo, cittadino o residente, nel Paese non aspetti altro che un occasione per ammazzare la compagna di una vita (o di una settimana) non si può sentire.
E non aiuta
Basterebbe andare a guardare le statistiche
E le statistiche dell'ISTAT dicono che in Italia nel 2017 sono stati commessi in termini assoluti, 357 omicidi su una popolazione di 60.000.000 abitanti, il che fa del nostro Paese uno di quelli che hanno un tasso di omicidi decisamente basso nella tristissima graduatoria mondiale
Di questi, in 123 casi le vittime erano donne e 234 uomini.
Tra le donne, e questo è il dato che ci dovrebbe fare riflettere 89, sono state assassinate dal partner o da un parente.
Questo è il punto.
Il punto è perchè 89 donne nel 2017 sono state uccise da una persona che avrebbe dovuto amarle e cosa si può fare per impedirlo.
Su cosa si deve lavorare e come.
Prevenire, reprimere, proteggere
Non altro.
Perchè, e mi costa anche solo scriverlo, 89 donne su 60 milioni di persone non sono una mattanza
Perchè se si va a guardare i dati europei (e mi fermo a quelli per pietà verso me stessa), c'è molto di peggio.
Ci sono Paesi insospettabili, fari di civiltà, che fanno molto peggio.
Ci sono Paesi che non raccolgono i dati disaggregati per genere e, quindi magari hanno statistiche basse, perchè per loro fortuna hanno un basso numero di omicidi, ma non sappiamo chi sia ucciso e da chi in relazione al genere.
Quindi, forse, ma come sempre, invece di buttarla in caciara, sarebbe bene studiare bene
E fare, invece di agitarsi
Qualcuno invece dovrebbe provare a non montare sul primo piedistallo che trova, perchè rischia di cascare e poi si guarda il botto
https://www.istat.it/it/violenza-sulle-donne/il-fenomeno/omicidi-di-donne
https://www.europeandatajournalism.eu/ita/Notizie/Data-news/Femminicidio-in-Europa-un-confronto-tra-paesihttps://www.istat.it/it/violenza-sulle-donne/il-fenomeno/omicidi-di-donnehttps://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Crime_statistics
giovedì 17 gennaio 2019
New York
New York è viva, pulsante, piena di cose da fare e da vedere.
Ha musei degni di questo nome.
Bellissimi
Potrei vivere dentro al MoMa.
Dovrebbero però costringere UNIQLO a farsi pubblicità in altro modo, perchè l'ingresso gratuito del venerdì pomeriggio rende il museo un carnaio inaccettabile e mette a rischio le opere.
I ragazzi, invece, sarebbero felici di trasferirsi dentro all'American Museum of Natural History, preferibilmente al quarto piano, tra scheletri e fossili di ogni dinosauro (conosciuto e sconosciuto) e la possibilità di andare a salutare la pro pro zia Lucy ad ogni occasione.
New York è cara.
Non solo per i musei che, va detto, ti fanno giurare di non lamentarti mai più, una volta a casa o nella vecchia Europa
New York è un po' scontrosa.
E questo è stato un sollievo, dopo 15 giorni di vuoti salamelecchi
Per carità il customer care è sacro, ma capita di incontrare espressioni facciali diverse da un cortese interesse e, quando capita, lo sguardo che si riceve non è sempre studiato per farti credere che il tuo interlocutore si ritiene un idiota per non aver previsto le tue necessità. Anzi, può capitare di rendersi conto che ti ritiene un filino duro di comprendonio o non ha molta voglia di accontentarti.
Se poi, capita di urtare uno sconosciuto per strada, il "sorry" che parte in automatico, avrà le stesse probabilità di essere ricambiato o di essere abbinato ad un muto "ci credo, come ti è venuto in mente di metterti sul mio cammino?"
New York è buona
Se hai un minimo di curiosità dal punto di vista alimentare puoi trovare ottimi esempi di cucine provenienti da tutto il mondo
Occorre solo fare un po' di attenzione agli orari, perchè la città che non dorme mai ha un sacco di locali che chiudono presto la cucina.
E per presto intendo intorno alle 18,00
In compenso, a New York (come ovunque, per quello che ho visto) la gente mangia ad ogni ora ed in ogni luogo tanto che si avverte la necessità di ripetere più e più volte che è vietato nei musei e nelle chiese durante le funzioni (e no, non ci si riferisce ai turisti, non in piena Harlem la domenica mattina almeno)
New York è sporca in una maniera che non mi sarei mai immaginata, partita come sono, col mito dell'America pulita ed educata.
E' stato strano per me, che pure posso facilmente ignorare cartacce e deiezioni, passare accanto ad immensi cumuli di sacchi neri, esposti sui marciapiedi ad ogni ora del giorno e lasciati lì in attesa di essere ritirati esattamente come le cassette della frutta e della verdura che sono appena state consegnate.
Fianco a fianco, come se nulla fosse.
Mi è venuto da sorridere a pensare cose succederebbe su un ipotetico gruppo "sei di New York se...." se fosse abitato da concittadini come i miei.
New York è ricca ed opulenta.
Un po' eccessiva forse per il mio understatement fiorentino, ma non troppo considerando cosa ho visto altrove
E' modaiola: in certi casi eccentrica, in altri di un eleganza affascinante, mantiene in generale un gusto poco europeo e pochissimo italiano.
Unica, apprezzabile, eccezione certe giovani donne asiatiche che potrebbero essere uscite da una collezione max mara o armani, di quelle ben riuscite.
Gli uomini fanno storia a sè, come in tutti gli States.
Non c'è verso, è impossibile vedere una giacca che casca come dovrebbe su pantaloni che la aspettano pronti. E sui pantaloni in genere è meglio mantenere un educato riserbo.
New York è piena di clochard.
Sono diversi dai nostri questuanti, professionisti fastidiosi e insistenti, non chiedono niente, al massimo espongono un cartello, ma per lo più giacciono da qualche parte o vagano carichi di poche cose, sporchi, miserabili e non di rado confusi.
Totila ha pianto tutti i giorni ed, alla fine, ha dichiarato che lui New York la odia.
Non è stato semplice neppure per noi.
New York è lady Liberty ed Ellis Island.
La prima sa di poco, sarà che uno si aspetta chissà che e invece la cosa più affascinante è scoprire la tecnica costruttiva ed il fatto che alle donne non fu permesso partecipare alla grande festa pubblica per la sua inaugurazione
La seconda vale da sola lo sforzo.
In questo periodo storico poi ancora di più.
Il museo ha cartelli esplicativi un po' troppo agiografici per i miei gusti, ma è l'America bellezza, nel bene e nel male; sono retorici.
New York è come poche altre città al mondo, ma per me appartiene ad una lista speciale, quella dei posti che visiti con un elenco in testa, cancelli le voci in alto, ma non puoi resistere al bisogno di aggiungerne di nuovi a piè di pagina, così quando chiudi la valigia ti accorgi che l'elenco è cresciuto invece di scemare.
New York di certo non è Europa, ma non è nemmeno troppo America, almeno non l'America che abbiamo visto altrove.
New York fa storia a sé
E credo che se ne vanti parecchio
Ha musei degni di questo nome.
Bellissimi
Potrei vivere dentro al MoMa.
Dovrebbero però costringere UNIQLO a farsi pubblicità in altro modo, perchè l'ingresso gratuito del venerdì pomeriggio rende il museo un carnaio inaccettabile e mette a rischio le opere.
I ragazzi, invece, sarebbero felici di trasferirsi dentro all'American Museum of Natural History, preferibilmente al quarto piano, tra scheletri e fossili di ogni dinosauro (conosciuto e sconosciuto) e la possibilità di andare a salutare la pro pro zia Lucy ad ogni occasione.
New York è cara.
Non solo per i musei che, va detto, ti fanno giurare di non lamentarti mai più, una volta a casa o nella vecchia Europa
New York è un po' scontrosa.
E questo è stato un sollievo, dopo 15 giorni di vuoti salamelecchi
Per carità il customer care è sacro, ma capita di incontrare espressioni facciali diverse da un cortese interesse e, quando capita, lo sguardo che si riceve non è sempre studiato per farti credere che il tuo interlocutore si ritiene un idiota per non aver previsto le tue necessità. Anzi, può capitare di rendersi conto che ti ritiene un filino duro di comprendonio o non ha molta voglia di accontentarti.
Se poi, capita di urtare uno sconosciuto per strada, il "sorry" che parte in automatico, avrà le stesse probabilità di essere ricambiato o di essere abbinato ad un muto "ci credo, come ti è venuto in mente di metterti sul mio cammino?"
New York è buona
Se hai un minimo di curiosità dal punto di vista alimentare puoi trovare ottimi esempi di cucine provenienti da tutto il mondo
Occorre solo fare un po' di attenzione agli orari, perchè la città che non dorme mai ha un sacco di locali che chiudono presto la cucina.
E per presto intendo intorno alle 18,00
In compenso, a New York (come ovunque, per quello che ho visto) la gente mangia ad ogni ora ed in ogni luogo tanto che si avverte la necessità di ripetere più e più volte che è vietato nei musei e nelle chiese durante le funzioni (e no, non ci si riferisce ai turisti, non in piena Harlem la domenica mattina almeno)
New York è sporca in una maniera che non mi sarei mai immaginata, partita come sono, col mito dell'America pulita ed educata.
E' stato strano per me, che pure posso facilmente ignorare cartacce e deiezioni, passare accanto ad immensi cumuli di sacchi neri, esposti sui marciapiedi ad ogni ora del giorno e lasciati lì in attesa di essere ritirati esattamente come le cassette della frutta e della verdura che sono appena state consegnate.
Fianco a fianco, come se nulla fosse.
Mi è venuto da sorridere a pensare cose succederebbe su un ipotetico gruppo "sei di New York se...." se fosse abitato da concittadini come i miei.
New York è ricca ed opulenta.
Un po' eccessiva forse per il mio understatement fiorentino, ma non troppo considerando cosa ho visto altrove
E' modaiola: in certi casi eccentrica, in altri di un eleganza affascinante, mantiene in generale un gusto poco europeo e pochissimo italiano.
Unica, apprezzabile, eccezione certe giovani donne asiatiche che potrebbero essere uscite da una collezione max mara o armani, di quelle ben riuscite.
Gli uomini fanno storia a sè, come in tutti gli States.
Non c'è verso, è impossibile vedere una giacca che casca come dovrebbe su pantaloni che la aspettano pronti. E sui pantaloni in genere è meglio mantenere un educato riserbo.
New York è piena di clochard.
Sono diversi dai nostri questuanti, professionisti fastidiosi e insistenti, non chiedono niente, al massimo espongono un cartello, ma per lo più giacciono da qualche parte o vagano carichi di poche cose, sporchi, miserabili e non di rado confusi.
Totila ha pianto tutti i giorni ed, alla fine, ha dichiarato che lui New York la odia.
Non è stato semplice neppure per noi.
New York è lady Liberty ed Ellis Island.
La prima sa di poco, sarà che uno si aspetta chissà che e invece la cosa più affascinante è scoprire la tecnica costruttiva ed il fatto che alle donne non fu permesso partecipare alla grande festa pubblica per la sua inaugurazione
La seconda vale da sola lo sforzo.
In questo periodo storico poi ancora di più.
Il museo ha cartelli esplicativi un po' troppo agiografici per i miei gusti, ma è l'America bellezza, nel bene e nel male; sono retorici.
New York è come poche altre città al mondo, ma per me appartiene ad una lista speciale, quella dei posti che visiti con un elenco in testa, cancelli le voci in alto, ma non puoi resistere al bisogno di aggiungerne di nuovi a piè di pagina, così quando chiudi la valigia ti accorgi che l'elenco è cresciuto invece di scemare.
New York di certo non è Europa, ma non è nemmeno troppo America, almeno non l'America che abbiamo visto altrove.
New York fa storia a sé
E credo che se ne vanti parecchio
lunedì 17 dicembre 2018
Gli zii d'America
E' deciso, andiamo a trovare gli zii.
Abbiamo fatto i biglietti.
Un giorno, mentre aspettava di discutere in commissione tributaria lui lì ha scoperto un volo Firenze_New York, una cosa incredibile, impossibile, quasi come se decollassimo dall'orto dietro casa con l'air force one e Melania ad intrattenere i ragazzi.
Ho avuto un attimo di difficoltà quando si è trattato di fare i passaporti.
Ero partita bella spavalda, tecnologica, scafata, esperta di burocrazia.
Scema.
Il primo appuntamento disponibile era alle calende greche, sempre che non piovesse e non ci fosse Urano in opposizione.
In realtà, come spesso capita, il trucco era saltare tutti i preliminari e presentarsi direttamente all'ufficio passaporti in questura, prendere il numerino e fare la coda allo sportello.
Certo ci abbiamo messo una buona mezz'ora, ma siamo andati il giorno che faceva comodo a noi ed abbiamo ritirato molto prima che arrivasse la data in cui, secondo il sistema, potevano accoglierci in un qualsiasi commissariato.
Non sto preparando fogli exel con la lista delle cose da mettere in valigia, nè di quelle da comprare, chè ormai so cosa mi serve e che non vale quasi mai la pena di prendere niente che non sia eccezionale ed inimmaginabile alla partenza
Siccome non mi smentisco mai, però, ho un elenco di musei, diciamo un elenco generoso.
Potrò dirmi soddisfatta se riuscirò a depennarne un 30% contando che di mezzo ci sono, irrinunciabili, il museo di storia naturale e quello spaziale dello Smithsonnian.
Una noia
Lo zio sta già sprolquiando di bellezze naturali imperdibili.
Vanno tutte nella categoria di cui sopra
Vedremo di bilanciarle con le chiacchiere tra cognate
Abbiamo fatto i biglietti.
Un giorno, mentre aspettava di discutere in commissione tributaria lui lì ha scoperto un volo Firenze_New York, una cosa incredibile, impossibile, quasi come se decollassimo dall'orto dietro casa con l'air force one e Melania ad intrattenere i ragazzi.
Ho avuto un attimo di difficoltà quando si è trattato di fare i passaporti.
Ero partita bella spavalda, tecnologica, scafata, esperta di burocrazia.
Scema.
Il primo appuntamento disponibile era alle calende greche, sempre che non piovesse e non ci fosse Urano in opposizione.
In realtà, come spesso capita, il trucco era saltare tutti i preliminari e presentarsi direttamente all'ufficio passaporti in questura, prendere il numerino e fare la coda allo sportello.
Certo ci abbiamo messo una buona mezz'ora, ma siamo andati il giorno che faceva comodo a noi ed abbiamo ritirato molto prima che arrivasse la data in cui, secondo il sistema, potevano accoglierci in un qualsiasi commissariato.
Non sto preparando fogli exel con la lista delle cose da mettere in valigia, nè di quelle da comprare, chè ormai so cosa mi serve e che non vale quasi mai la pena di prendere niente che non sia eccezionale ed inimmaginabile alla partenza
Siccome non mi smentisco mai, però, ho un elenco di musei, diciamo un elenco generoso.
Potrò dirmi soddisfatta se riuscirò a depennarne un 30% contando che di mezzo ci sono, irrinunciabili, il museo di storia naturale e quello spaziale dello Smithsonnian.
Una noia
Lo zio sta già sprolquiando di bellezze naturali imperdibili.
Vanno tutte nella categoria di cui sopra
Vedremo di bilanciarle con le chiacchiere tra cognate
venerdì 23 novembre 2018
Grazie, ho smesso. Di come sto cercando di limitare le comunicazioni inutili
Siamo tutte lì a lamentarci del fatto che, se ti distrai un attimo o
semplicemente vivi, rischi di trovare decine di messaggi sui gruppi
Whatsapp.
Più che altro siamo tutte lì a lamentarci che, in tutti i gruppi whatsapp minimamente pubblici ed a alta frequentazione femminile, i messaggi si accatastano l'uno sull'altro e non di rado contengono un semplice "grazie" se non addirittura l'emoticons corrispondente.
Arrivi tardi? Rischi seriamente di non capire per quale informazione l'insieme, a turno, sinceramente ringrazia.
Mi piacerebbe dire che non partecipo a questo comportamento che sarebbe educato, se non portasse alla massima maleducazione.
Rendere, infatti, di difficile fruizione l'informazione veicolata, oltre che una noia per il povero destinatario distratto, è anche una discreta cafonata.
Invece partecipo eccome, è una compulsione alla quale trovo difficile sottrarmi, un po' come quando da bambina tutte raccoglievano i capelli nell'ora di ginnastica e lo facevo anche io, incapace di sottrarmi, anche se lo trovavo scomodo e fastidioso.
Calatemi in un gruppo di donne con niente (o poco) in comune se non una particolare attività e troverò difficile passare per l'unica cafona che non ringrazia anche se pensa che 25 grazie siano il top della maleducazione.
Comunque.
Ci sto lavorando.
E mentre ci lavoro ho deciso di smettere di rispondere a certe mail.
Questa volta l'abuso non è solo femminile.
Si tratta di quelle mail che ti arrivano a nastro.
Una persona ti scrive; tu non apri la mail immediatamente o la apri (e quindi le arriva la spunta che hai letto), ma rispondi con i tuoi ritmi, magari dopo qualche ora o il giorno dopo, perchè stai facendo altro, o perchè la risposta non è banale, devi studiarla e la cosa richiede tempo, o semplicemente perchè in quel momento non hai voglia di pensare a quell'argomento (o a lei).
Passa un po' di tempo, e ti ritrovi altre sue mail il cui unico scopo è sapere se hai visto che ti ha scritto.
Oppure: hai chiesto un documento, il tuo interlocutore te lo manda, lo ricevi e ti metti a studiarlo. Solo che l'angolo destro in basso del computer comincia a pulsare perchè devi dare conferma di averlo ricevuto (ti è arrivato l'avviso di apertura no?)
Fin'ora, in questi casi, hai sempre dato riscontro. Hai sempre mandato quelle comunicazioni standard, quella roba inutile tipo "grazie, visto" oppure "grazie, appena posso rispondo"
Ora più
Scrivi decine di mail di questo tipo.
Servono solo a placare l'ansia del richiedente e sottraggono un sacco di tempo al lavoro vero.
E in più, quelle che mandano a te, ti intasano la casella.
Questa settimana, nel mare magnum di salamelecchi, ti sei persa due cose serie e ti sei dovuta scusare.
Più che altro siamo tutte lì a lamentarci che, in tutti i gruppi whatsapp minimamente pubblici ed a alta frequentazione femminile, i messaggi si accatastano l'uno sull'altro e non di rado contengono un semplice "grazie" se non addirittura l'emoticons corrispondente.
Arrivi tardi? Rischi seriamente di non capire per quale informazione l'insieme, a turno, sinceramente ringrazia.
Mi piacerebbe dire che non partecipo a questo comportamento che sarebbe educato, se non portasse alla massima maleducazione.
Rendere, infatti, di difficile fruizione l'informazione veicolata, oltre che una noia per il povero destinatario distratto, è anche una discreta cafonata.
Invece partecipo eccome, è una compulsione alla quale trovo difficile sottrarmi, un po' come quando da bambina tutte raccoglievano i capelli nell'ora di ginnastica e lo facevo anche io, incapace di sottrarmi, anche se lo trovavo scomodo e fastidioso.
Calatemi in un gruppo di donne con niente (o poco) in comune se non una particolare attività e troverò difficile passare per l'unica cafona che non ringrazia anche se pensa che 25 grazie siano il top della maleducazione.
Comunque.
Ci sto lavorando.
E mentre ci lavoro ho deciso di smettere di rispondere a certe mail.
Questa volta l'abuso non è solo femminile.
Si tratta di quelle mail che ti arrivano a nastro.
Una persona ti scrive; tu non apri la mail immediatamente o la apri (e quindi le arriva la spunta che hai letto), ma rispondi con i tuoi ritmi, magari dopo qualche ora o il giorno dopo, perchè stai facendo altro, o perchè la risposta non è banale, devi studiarla e la cosa richiede tempo, o semplicemente perchè in quel momento non hai voglia di pensare a quell'argomento (o a lei).
Passa un po' di tempo, e ti ritrovi altre sue mail il cui unico scopo è sapere se hai visto che ti ha scritto.
Oppure: hai chiesto un documento, il tuo interlocutore te lo manda, lo ricevi e ti metti a studiarlo. Solo che l'angolo destro in basso del computer comincia a pulsare perchè devi dare conferma di averlo ricevuto (ti è arrivato l'avviso di apertura no?)
Fin'ora, in questi casi, hai sempre dato riscontro. Hai sempre mandato quelle comunicazioni standard, quella roba inutile tipo "grazie, visto" oppure "grazie, appena posso rispondo"
Ora più
Scrivi decine di mail di questo tipo.
Servono solo a placare l'ansia del richiedente e sottraggono un sacco di tempo al lavoro vero.
E in più, quelle che mandano a te, ti intasano la casella.
Questa settimana, nel mare magnum di salamelecchi, ti sei persa due cose serie e ti sei dovuta scusare.
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