giovedì 17 settembre 2015

bidet

Avevo pensato di scrivere due righe anche sulla mia passione, più recente e meno istintiva, per la montagna, ma ora ho quest'urgenza: il bidet.
In casa tutti i bagni avevano il bidet.
A lavori finiti (presto!) ce ne saranno due nuovi, ma uno è soltanto un punto di appoggio per i pigri che non vogliono/possono/riescono/fanno in tempo a salire le scale quando sono in salotto.Un sottoscala niente di più, niente di meno.
L'architetto ed io avevamo deciso che avremmo fatto installare lavabo e vaso, il minimo indispensabile, così da poter magari trovare un mobile carino o una forma di arredo che rendesse quello spazio minuscolo comunque piacevole.
Incivili, siamo due incivili.
Marito, muratore ed idraulico hanno concordemente sentenziato che non esiste fare un bagno senza bidet, mai, e soprattutto se, stringendosi un po', il bidet ci sta.
Mentre accettavo la sconfitta, mi è venuta in mente la nuova categorizzazione del prossimo inventata dalla cugina del mio cuore: divide, mi ha detto, le persone che potrebbero essere da frequentare da quelle da evitare in base all'approccio che hanno col bidet, se lo ritengono inutile e ci tengono le piante dentro, quasi sicuramente vanno cassate.
Quindi, è ufficiale, in tutta Europa (almeno quella mediterranea) per noi il bidet è il nuovo trono.

mercoledì 9 settembre 2015

Mare e

Il mare è una parte imprescindibile della mia vita.
C'è sempre stato e penso che ci sarà sempre.
Ho fatto il primo bagno a sei mesi esatti, un giorno di fine giugno di molti anni fa e non ho più smesso.
Come tutte le cose che ci appartengono e parlano ad una parte molto profonda di noi, per me non tutto il mare è mare.
Se ci sono file e file di ombrelloni schierati a testuggine come antiche truppe, spiagge rileccate, acque basse per chilometri in cui non c'è modo di tuffarsi e nuotare senza sentirsi un tricheco arenato sulla spiaggia, non è mare.
Se c'è una vita sociale, un gruppo di persone cui appartieni, volente e nolente, anche se le ignori, non perchè te le sei scelte, ma perchè condividi più o meno stabilmente, sebbene per un lasso di tempo limitato, quella spiaggia, quella baia, quel lido, non è mare.

Il mare per essere mare deve essere una distesa di acqua bella in cui entrare, uscire, rientrare, stare, un numero imprecisato di volte, una spiaggia di sabbia non finissima, ma un po' granulosa o anche una distesa di scogli, di ciottoli su cui trovare, faticosamente, la posizione giusta.
Mare è un costume comodo e carino che si asciughi rapidamente e si accontenti di una sciacquata poi, la sera, al ritorno, un telo, un libro e un cappello possibilmente da megalomane, a falda larga, tipo diva da commedia americana anni '50.
Basta
Se è un mare vicino, gli serve la pineta dietro, a fare da cuscinetto, o della macchia mediterranea tra cui scendere, e poi risalire, con lo stretto necessario.
Adoro le calette
Se è lontano ciò che gli serve lo sa da solo, ma un po' di verde non guasta mai.
E' però comunque fondamentale che non sia accomodato, addomesticato, per dare l'impressione di una dimensione naturale secondo il concetto di naturale che va di moda al momento.
Carino, delizioso,
Ecco carino e delizioso, non sono mare.
Non è necessario che sia un mare caldo, mi vanto (scema) di avere fatto il bagno nel mare del nord più di una volta, con gli autoctoni straniti che mi guardavano perplessi e le gambe arrossate e intorpidite per le basse temperature.
Non è necessario neppure che sia un mare "di stagione": va bene da fine aprile a fine ottobre: Io due piedi ce li metto anche a febbraio, per essere chiara, un po' d'acqua fredda non ha mai ammazzato nessuno.
Sono una donna selvatica.
E potrei avere avuto le branchie

lunedì 7 settembre 2015

settembre 2015 - settembre 2016

Settembre 2015: la princi in rosa comincia la prima elementare (primaria di primo grado o come si chiama in Spagna).
Novembre 2015: mia mamma compie 70 anni.
Dicembre 2015: io ne compio 45.
Marzo 2016: Attila ne fa 10
Maggio 2016: la cugina del mio cuore, 40
Luglio 2016: mio suocero arriva ad 80
Agosto 2016: i miei genitori festeggiano 50 anni di matrimonio
Settembre 2016: Totila va a scuola.
E poi ci sono le feste comandate e le ricorrenze spicciole.
In questi giorni in cui persone anziane e malferme si avventurano da sole in cantiere, cadono e tu, che arrivi per caso, ti trovi davanti maschere di sangue, mentre combatti con paranoie, paure, depressioni e soprattutto, egocentrismi impossibili da contenere seppure in un paio di galassie a scelta, tra sconosciute e conosciute, nonchè con gli effetti che producono, ecco, si diceva, in questi giorni, questo elenco di cose belle ci voleva.
E infatti c'è.

martedì 1 settembre 2015

tutto bene. Quasi

Sono tornata.
Tutto bene.
Oddio, tutto tutto no, anzi, siamo reduci da una grande paura, un colpettino di avvertimento ricevuto da chi sembrava una roccia.
Temo ci sia da pensare ad una riorganizzazione della famiglia allargata e siccome, carattere ed atteggiamenti di un membro di quel ramo (del lago di Como), non potrebbero definirsi facili nemmeno sotto allucinogeni, pavento problemi.
Per l'esattezza pavento problemi del tipo che odio, quelli che non hanno niente a che fare col problema vero, ma essendo, per così dire autoprodotti, ne producono a bizzeffe.
Sono casi come questi quelli in cui potrei sgozzare senza un plissè chi ti rinfaccia "l'aiuto" e la "vicinanza" delle famiglie di origine.
Non importa, per me vale sempre il simul stabunt, simul cadent, costi quel che costi.

venerdì 7 agosto 2015

Di ragazzi, casa e cosa puoi togliere e cosa non si può

Interno sera, cena di famiglia, menu da ritrono del figliol prodigo, bambini eccitati e finestre spalancate.
La conversazione è di quelle confuse, senza costrutto, affastella parole in libertà e salta di palo in frasca, tanto quello che si dice non conta, in fondo, mille discorsi servono solo per ribadire all'infinito: "sono contento che tu sia/di essere qui, ti voglio bene.
Lo stesso senso hanno le domande sulla vita altrove, una vita della quale, nelle sue banalità quotidiane, non importa troppo a nessuno, eppure, ogni volta si ripetono, ad esprimere ciò che conta: il passaggio sotterraneo di attenzione, data e ricevuta, di vicinanza ed affetto, che ne è la base ed il fondamento.
Nell'accozzaglia di minutaglie ed aneddoti che ne viene fuori, mentre ci diciamo della nuova, sperata, tranvia e dei 50 noiosi minuti di auto nonostante le quattro corsie per senso di marcia, il discorso non può che cadere su "cosa ti mangi".
Dall'offerta alimentare in generale all'annoso e imprescindibile problema dell'olio, qua, il passo è breve, un velo sottilissimo.
Lui, sorride e con tenerezza afferma di non avere problemi: "al momento, consumiamo ancora la stagna del tuo, babbo, quella che ho spedito col container a novembre. Per quando finirà ti faccio sapere, mi sto informando se si può spedire."
Ecco, io volevo dire, puoi togliere un ragazzo da casa, ma non puoi togliere casa da un ragazzo.
Non che sia sempre un bene.

venerdì 24 luglio 2015

Anche no

L'architetto ci ha proposto una variante che consentirebbe di ottenere dello spazio in più.
Decideremo in settimana.
Abbiamo però già da tempo stabilito che non toccheremo la nostra camera perchè, al momento, ciò che possiamo legittimamente realizzare non regge all'esame costi - benefici.
Mi pesa, perchè uno dei miei sogni era la stanza separata per gli armadi (la cabina è un no assoluto per me, bisogna essere ossessivi perchè resti decente e non elimina comunque la nota ed orrida fatica del cambio di stagione).
Comunque, mentre discutevamo sul da farsi, lui lì se ne è uscito con una cosa del tipo: "va be' dai, l'incremento consentito dal R(egolamento) U(rbanistico) C(omunale) possiamo sempre farlo in un secondo momento se cambia qualcosa!"
Dal profondo del mio cuore, senza che potessi trovare una formulazione educata, è uscito un roboante "Anche no!
Là fuori c'è un mondo da vedere.
E tra studio, lavoro, figlioli piccini, casa e cazzate varie, fino a qui, ne ho visto troppo poco.
Mi'mporta sega della stanza per gli armadi!"
Inutile, io non ho mai smesso di cercarla e non lo farò, ma a questo punto mi pare chiaro che una signora, dentro di me, non c'è.

lunedì 20 luglio 2015

Disgusti

1.
Sono a pranzo con un'amica.
Lei, io, due insalate estive di quelle con frutta, verdura, crostacei, pecorino fresco e pure due petali chè, come si dice, nel più, ci sta il meno.
Il locale è nuovo, carino, pieno, le pietanze buone, servite in giusta quantità ed accomodatissime.
Accanto a noi siedono quattro persone, adulte, forse colleghi in pausa scesi da qualche ufficio o studio professionale.
Ad una di queste viene servita una specie di torretta/lasagnetta di pasta fresca farcita di melanzane e zucchine grigliate, pomodori crudi, formaggio (sembra burrata lavorata) e non so che altro. Se è buona non so, ma è bella da vedere.
La tipa non fa un verso, impugna coltello e forchetta, divarica acconciamente le braccia in modo che i gomiti le fungano da alette e comincia a distruggere meticolosamente la sua pietanza. Si ferma (immagino sfinita) solo quando nel piatto c'è un ammasso di roba indistinta, il contenuto di uno stomaco a metà digestione, a occhio, più o meno.
Dopo il bolo e i primi enzimi, comunque.
Poi comincia a mangiare.
Che schifo
2.
ho un messaggio whatsapp sul gruppo della scuola. E' strano di questi tempi, apro, leggo e scopro che una mamma (quella contro i vaccini, i test per la dislessia e gli INVALSI) ci invita tutti a tempestare il ministero dell'istruzione perchè blocchi la "buona scuola".  La ragione è che, a suo dire, il testo (che è già legge, chissà se lo sa) introdurrebbe una obbligatoria quanto fantomatica "educazione gender".  Ora, tocca dire di no.
Putroppo, dal mio punto di vista
E già questo potrebbe giustificare un certo fastidio per la tipa.
Epperò.
La norma tanto vituperata introduce l'obbligo di svolgere nell'ambito scolastico attività volte a favorire la cultura della parità tra i sessi ed a prevenire la violenza di genere.
Ne consegue che, come minimo, bisogna avere bevuto tanto, ma tanto per farci rientrare l'invito ai bimbi a chissà quale "abominevole ed innaturale" pratica di vita o per indurre nelle loro testoline chissà quale "erronea deriva culturale".
Certo, in effetti, il mio giudizio parte da un assioma non dimostrato chè si può sempre ritenere che l'"abominevole ed innaturale" pratica di vita o l'"erronea deriva culturale" stiano nella malsana idea che le persone non debbano essere discriminate in base al sesso o non debbano essere incentivate a menarsi allegramente purchè rigorosamente " a sessi alterni" per cui due uomini no, ma un uomo e una donna si, chè è la natura che ce lo chiede.
Però ecco, anche in quel caso, di omosessuali, transessuali, varie ed eventuali non c'è traccia 
E comunque, insomma, volevo dire che anche la malafede e l'ignoranza (intesa come incapacità di  leggere e comprendere un testo) dovrebbero avere un limite.
Naturale se non altro
Ma su quella teoria del tipo col barbone, di quel Darwin lì, siamo sicuri sicuri?
Perchè secondo me il creazionismo certe cose le spiega meglio
Che schifo