lunedì 18 novembre 2013

Sulla responsabilità civile dei magistrati

Oggi, mentre guidavo per venire al lavoro ho seguito la mia routine abituale e, nella mezz'ora abbondante che mi aspetta dal deposito dei pargoli all'ingresso dello studio, ho ascoltato radio 24.
Parlavano della responsabilità civile dei magistrati.
Insomma, parlavano del sesso degli angeli, chè le condanne al risarcimento dei danni causati da un magistrato italiano nell'esercizio delle sue funzioni sono più rare della fusione atomica a freddo.
I nostri giudici?
Bravissimi.
La procedura di infrazione europea? 
Quella?
Può avere solo due cause:
- per qualcuno è legata al fatto, udite udite, che i nostri magistrati, a causa della politica, non sono messi in condizione di lavorare su un corpus normativo ben armonizzato.
(ssscccc...non lo dite a nessuno che i regolamenti sono direttamente applicabili e persino le direttive possono esserlo, a certe condizioni....) 
E comunque riguarda solo un ambito ben definito e circoscritto
(sssccccc non vorrete che tutti scoprano che la Corte di Giustizia parla della normativa comunitaria, perchè solo su quella ha giurisdizione, ma, nel farlo tocca proprio il cuore della disciplina cioè le ipotesi in cui il magistrato è responsabile, o meglio, quelle in cui non lo è)
 - par altri, che ve lo dico a fare? è perchè sono dei criticoni, gelosoni, a cui stanno antipatiche le bellissime cravatte dei nostri travet o le cordoniere ed i sottogola che abbiniamo alle toghe.
 Ora, voglio essere pedante, tanto non annoio nessuno.
In Italia la responsabilità civile dei magistrati era regolata da una legge praticamente inutile.
Quando dico praticamente intendo proprio quello che scrivo: era inutile nella pratica perchè prevedeva una disciplina che negava la responsabilità che affermava. Non c'era verso, potevi fare la qualunque, tanto non avresti mai avuto i requisiti per subire una condanna.
Attenzione, stiamo parlando di responsabilità CIVILE, cioè del fatto che chi è stato danneggiato dalla condotta del giudice possa ottenere il risarcimento dei danni subiti.
Esattamente come fa il paziente straziato dal medico della ASL, per fare un esempio semplice semplice.
Altra cosa è la responsabilità disciplinare o l'erariale, altra ancora quella penale.
Nel 1987, dopo una campagna referendaria che si potrebbe definire incredibile (se non fosse che siamo in Italia) a cui mi piace ricordare che prese parte anche Enzo Tortora (quello vero), gli italiani decisero che, insomma, spremendosi le meningi, si poteva fare di meglio.
Ora, per potere, si poteva, abbiamo pur sempre un sistema meraviglioso, completo, complesso , duttile e giunto ad un livello di speculazione teorica raffinatissimo e demolirlo, anche con tutti i nostri sforzi (che pure non risparmiamo, sia chiaro) non è affatto semplice nè veloce.
Quindi, mettere giù due righe che suonassero un po' come quelle previste per la responsabilità di ogni prestatore di opera intellettuale e due cautele in più, non era impossibile
 Bastava volere.
Bel tema quello della volontà, mi ha sempre affascinato.
Lo faccio  breve, però, non vollero.
Ma proprio per niente, nemmeno un pochino, nemmeno un contentino.
Nulla.
Intanto il magistrato risponde solo per dolo, colpa grave o diniego di giustizia.
Il dolo è tanto facile da capire quanto raro (per fortuna) da vedere.
La colpa grave è il vero punto dolente perchè, secondo la legge, i casi in cui si può concretizzare sono tassativi.
Ricorre solo  se vi è violazione di legge dovuta a negligenza inescusabile (tipo che non applico il principio di uguaglianza perchè non lo conosco) o se viene affermato (o negato) sempre per negligenza inescusabile, un fatto la cui inesistenza (o esistenza) risulta in modo incontrovertibile dalle risultanza processuali  (tipo che affermo che Tizio ha ucciso Caio quando risulta provato in modo certo che quel giorno a quell'ora Tizio era già morto)
Ora non è che queste ipotesi non vadano bene. E' che sono un po' pochine.
Una normativa un po' troppo restrittiva ecco, diciamo così.
E non è tutto.
La legge prevede anche che un magistrato non può essere soggetto a responsabilità civile per la sua
attivita' di interpretazione di  norme  di  diritto ne' di valutazione del fatto e delle prove.
Ora sulla vlautazione del fatto e delle prove, entro certi limiti si può discutere, perchè in effetti si possono immaginare liti pretestuose e volte a screditare, danneggiare, intimorire il giudice.
Ma se un giudice non può essere soggetto a responsabilità per l'interpretazione e l'applicazione delle norme, per cosa può?
Torniamo al medico: se riportiamo questa previsione normativa in "medichese" avremo che un medico non è responsabile per gli errori che fa nel leggere e valutare le risultanze degli esami clinici o di quelli obiettivi.
Umphf
Sulla procedura prevista poi, per chiederla la condanna del magistrato e dil conseguente risarciemtno, stenderei un velo pietoso.
Diciamo solo che Bisanzio abita qua, ma ci è arrivato passando per il barocco e prendendo a modello Kafka.
E infatti...
E infatti dal 1988, anno di entrata in vigore della legge Vassalli, indovinate un po' quanti magistrati sono stati riconosciuti responsabili civilmente per dolo, colpa grave o diniego di giustizia?
4
Si, proprio quattro.
Io però ho dovuto fare appello ad una sentenza che pronunciava la divisone di un'eredità contesa perchè il giudice, ha reso si una sentenza ineccepibile nel merito, ma inutile, perchè non trascrivibile.
Quando ci ho parlato, mi ha detto: "avvocato cosa vuole? Io posso dividere per cespiti (i figli/nipoti/eredi di...)"
E io "si dottoressa, ma se lei mi divide per cespiti e non per capi (Tizio, Caio; Sempronio) il titolo non porta i nomi dei soggetti beneficiari e non possiamo ottenerne la trascrizione, insomma i beneficiari non possono intestarsi le case "
" ah be' ma è un problema suo!"
  Ahi serva Italia, di dolore ostello, non donna di province, ma bordello!


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